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Le Origini

Quell’anno, era il 1964, si rivelò, per un folto gruppo di baldi giovani,
un momento decisamente importante nell’arco della loro vita. Essi infatti, per le motivazioni più disparate e diverse tra loro, avevano deciso di sottoscrivere la domanda per partecipare al concorso per l’ammissione ai Corsi Normali dell’Accademia Navale di Livorno. In poche parole, aspiravano a diventare Ufficiali della nostra Marina Militare.
Il motivo o i motivi? Tanti, come abbiamo già accennato ed i più vari: la passione per il mare,
il desiderio di essere presto indipendenti, un certo fascino della divisa, tradizione famigliare,
la ricerca di un lavoro; oppure, come più spesso accade, un cocktail di tutto ciò che diventava anche difficile da spiegare; però lo sentivi dentro questo desiderio di andare, di fare qualche cosa che non fosse poi così normale e ti facesse sentire non inserito nelle caselline abituali della vita quotidiana, quel fare lo stesso mestiere per tutta la vita spesso nelle stessa città, nella stessa via, tra le stesse quattro mura, quel casa e bottega che non ti attirava molto, anzi ti spaventava.
E così, sul finire dell’estate, convocati a gruppi, convergemmo, praticamente da tutta Italia, verso quel cancello di Viale Italia, a Livorno, dietro il quale appariva l’austera mole dell’Accademia suggestiva ai nostri occhi, come un mondo sconosciuto, ed infatti lo era, da scoprire e da conquistare.
Alcune conoscenze tra noi erano iniziate ancor prima di ritrovarci, insonnoliti ed un po’ intimoriti, davanti al Corpo di Guardia di Sant’Jacopo; chissà come, ci eravamo individuati a vicenda sul marciapiede della stazione Termini a Roma o sulla carrozza per Livorno proveniente da Messina o da Como.
Sarà stata la faccia abbastanza per bene od il fatto di essere in giacca e cravatta, come richiesto dal bando di concorso, fatto sta che la notte in treno era passata un po’ più velocemente e ci si era fatti coraggio l’un con l’altro iniziando così un’amicizia che ancora dura anche se le strade,
con l’andar degli anni, non sono proseguite parallele.
E così, a gruppi, abbiamo affrontato le prove di concorso, dalle visite mediche agli esami di matematica e di cultura generale iniziando, praticamente da subito, a convivere con il dispiacere di chi doveva ritornarsene a casa e con la speranza di farcela.
Non mi ricordo, o forse non ho mai saputo, in quanti siamo partiti mentre mi sembra che circa in centocinquanta ricevemmo a casa la comunicazione con la quale venivamo informati che avevamo vinto il concorso e che avremmo dovuto presentarci nuovamente in Accademia ai primi di Novembre, il 4 mi sembra, per iniziare, questa volta da Allievi, il nostro iter quadriennale.

 
 

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